Il miracolo di Press Exclusive

Schiacciata tra tanti altri cavalli sopra un camion, Press Exclusive fiutava la paura, mentre cercava un po’ d’aria tra le grate della parete: non poteva conoscere la destinazione, ma forse poteva immaginarla, e mentre perdeva l’equilibrio tra un sobbalzo e l’altro, perdeva il suo posto nel mondo.

Non più un cavallo da corsa, non più una giumenta. Dopo aver vinto più di 400 mila dollari disputando corse su corse e dopo aver dato alla luce ben nove puledri, uno di seguito all’altro, con i suoi 17 anni non era più utile a niente, anzi, si era guadagnata un bel posto su un van malconcio che l’avrebbe portata ad un macello canadese. Nessuna di tutte quelle persone che avevano guadagnato dalle sue vincite e dai suoi puledri si era preoccupata di darle un giusto proseguo della sua faticosa vita. Nessuna. Eppure, Press era stata una cavalla che aveva dato sempre tutto quello che le era stato chiesto, anche di più. Press non capiva perchè era stata buttata via così brutalmente, eppure pensava di essere amata, voluta bene, apprezzata. Di tutta quella riconoscenza che si deve a chi ha dato tanto, non rimaneva più niente mentre cadeva su quel camion, calpestata dagli altri cavalli, tra il truciolo e il letame. Questo era il “Grazie” a lei riservato.

Di Press Exclusive non rimaneva più niente, se non una povera cavalla malconcia, calpestata e sotterrata sotto il peso degli altri cavalli, che doveva essere abbattuta subito, ancora prima di arrivare alla temuta destinazione: così la descrive Mindy Lovell, un uomo che ha passato gran parte della sua vita nel cercare di salvare i cavalli da corsa destinati ad una fine ingloriosa. Oltre a graffi, ferite e abrasioni su tutto il corpo, nel bilancio di Press figuravano anche 4 costole rotte e una faccia così tumefatta che il gonfiore le impediva di aprire gli occhi.

E così, in quel terribile giorno di quell’ormai lontano natale 2012, Press Exclusive era vicina alla sua fine: non più adatta alla macellazione, non più adatta alla vita. Il suo destino era segnato, la sua esistenza terminata; ma proprio quando le cose sembravano andare per il peggio, Lovell si fece avanti e, sotto le critiche di tutti i presenti, veterinari inclusi, decise di dare una chance alla piccola grande baia, e la portò a casa.

La grande guerriera aveva finalmente trovato qualcuno che le aveva donato un “grazie”, addirittura prima di aver dato tutta se stessa. Così Press Exclusive decise di accettare le cure, e di dire il suo grazie credendo di nuovo nell’uomo e in ciò che aveva da offrirle. Furono giorni di grandi attese e grandi speranze, di grandi cure e di grandi e lunghe camminate a controllare il suo stato di salute, e.. anche di grandi paure. Le ferite, nell’animo e nella pelle, erano davvero profonde, gravi, esposte. Lovell aveva creato la possibilità, la possibilità che si compisse un miracolo. Ora toccava a Press.

Eccola qui la nostra eroina, mentre si gode la sua pensione, la riconoscereste? Il fatto che sia sopravvissuta a quello che ha dovuto affrontare, è del tutto straordinario. Ne ha passate tante, ha combattuto molto, e ora ha ricevuto finalmente quello che merita un grande guerriero: la pace, un meraviglioso regalo di Natale, quella tanta agognata serenità che sembrava lontana, dedicata a pochi eletti. Di quelle vecchie ferite non rimane più niente, se non un lontano ricordo. Press Exclusive corre felice nel suo grande paddock verde: corre, come faceva un tempo, forse anche con più cuore. Non corre per un ambito montepremi, spronata dalla frusta di quello strano, piccolo e stropicciato umano che le tiene forte le redini e si accuccia sulla sua schiena. Non corre per guadagnarsi un pasto, un posto in scuderia, una zolletta di zucchero, non corre per dare le sue grandi doti alla sua progenie, che dovrà fare lo stesso. Non corre per dare l’esclusiva alla stampa, come suggerisce il suo nome. Corre, corre per raggiungere l’ombra di una grossa e rigogliosa quercia, corre verso i suoi amici che la attendono per scambiarsi due chiacchiere tra un filo d’erba e uno sguardo fugace, mentre scrutando l’orizzonte si proteggono l’un l’altro con un movimento rapido della loro folta coda.

 

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